L.R. 95/95 - PIANO REGIONALE DI INTERVENTI IN FAVORE DELLA FAMIGLIA

In attuazione della L.R. 2/5/1995, n. 95 "Piano Regionale di interventi in fgavore della famiglia" è stata prevista la realizzazione di una tipologia di attività di sostegno socio – psico - educativo i cui destinatari sono minori e famiglie multiproblematiche che si trovano in uno stato di disagio relazionale e sociale, tale da favorire nel minore stesso l’insorgenza di problematiche emotive, relazionali, di apprendimento e/o di devianza.

Anno 2014

SOSTEGNO SOCIO - EDUCATIVO E SPAZIO NEUTRO RIVOLTI A MINORI APPARTENENTI A FAMIGLIE MULTIPROBLEMATICHE

 

L'articolazione delle attività di intervento deve essere realizzata all'interno di due sistemi caratterizzati dalla reciproca influenza: il sistema di prevenzione e quello di riparazione.

 

Attività di prevenzione

L'idea che la prevenzione del disagio psico - fisico dell'individuo sia il primo obiettivo da perseguire per ridurre, per quanto possibile, successivi investimenti nell'area della cura, principio ormai condiviso da tutti coloro che si occupano di minori.

L'assunto è che il servizio sociale possa definirsi veramente tale soltanto quando riesce a realizzare reali possibilità di relazione con gli operatori degli altri servizi preposti a promuovere interventi con l'individuo e con le famiglie.

Di fatto è sempre più diffusa l’assunzione del concetto che la buona qualità di un intervento realizza di per sè prevenzione. Dove per qualità si intende:

1) tempestività dell'intervento stesso (incisività nell'area della prevenzione primaria e secondaria);

2) massiccio investimento di professionalità appropriate ai singoli casi.

Deriva da ciò la necessità di:

  • assunzione di un concetto educativo mirato non alla mera custodia del minore ma piuttosto all'apprendimento in un contesto socializzante;

  • promuovere un'erogazione dei servizi ancorata al concetto di prevedere interventi capillarizzati d'interazione con i servizi del territorio - ASL, DB, Consultori Familiari, Servizi Sociali, servizi attuati con il PdZ, Scuole, Prefetture.

L’intervento privilegia in particolare le seguenti attività di prevenzione:

1. promozione di attività conoscitive attraverso l'attivazione da parte degli operatori di tutte le "risorse" utilizzabili per fronteggiare lo stato di disagio del minore appartenente a famiglie multiproblematiche, risorse ascrivibili non necessariamente all'ambito istituzionale bensì a tutte le persone e presidi in grado di concorrere, adeguatamente attivati, al progetto di recupero;

2. attività di sostegno attraverso l’attivazione di interventi e servizi di sostegno psico – socio- affettivo;

3. interventi di socializzazione collegati ai progetti di intervento realizzati all’interno dell'assistenza educativa domiciliare; l’articolazione del servizio di assistenza domiciliare, può anch'essa connotarsi come uno strumento collegato a questo servizio che persegue alcuni degli obiettivi necessari al trattamento del nucleo familiare e di supporto ai bisogni del minore seguito.

 

Attività di riparazione

Le attività di riparazione, sono quelle dirette al soddisfacimento del bisogno che ha creato il disagio del minore appartenente a nuclei familiari multiproblematiche, queste devono essere progettate ed attuate coinvolgendo i sistemi socio – psico - affettivi di riferimento del minore, perseguendo una logica di integrazione e collaborazione tra tutte le agenzie che possono e devono intervenire al fine del raggiungimento dell'obiettivo.

Gli interventi devono essere caratterizzati da un approccio progettuale globale, con l’obiettivo ri cercare la soluzione delle problematiche presenti e scongiurare il ricorso alla istituzionalizzazione.

Nelle attività di riparazione trovano collocazione le seguenti azioni:

  • sostenere le famiglie multiproblematiche attraverso interventi di assistenza sociale, psicologica, pedagogica, medica, legale, economica vincolati ad un progetto globale sul caso, che evidenzi i punti di forza e di debolezza del “ caso”, che evidenzi gli strumenti che vengono adottati per il trattamento delle carenze e\o deficit rilevati , definendo gli obiettivi di recupero da mettere in atto, sia rispetto alle carenze delle competenze genitoriali sia rispetto al disagio del minore;

  • ricerca e attuazione, per quanto possibile, delle soluzioni nell'ambito del contesto socio-ambientale di provenienza del minore

  • prevedere, soltanto quale ultima soluzione e nei casi in cui non si rilevino nella famiglia reali potenzialità di evoluzione dei problemi, l'istituto dell'affidamento e dell'adozione;

  • in caso di minori istituzionalizzati, è necessario costruire una fattiva rete tra gli operatori della struttura che accoglie il minore, gli operatori territoriali del caso e il Tribunale dei Minori. La positiva interazione fra gli stessi è condizione necessaria per una riduzione dei tempi di permanenza dei minori in istituto e di un positivo e complessivo intervento di controllo.

Sia nelle attività di prevenzione che di riparazione viene attuato, come elemento centrale, un particolare intervento consistente in uno “spazio neutro per l’attuazione di incontri mediati atti a definire le problematicità esistenti e a interventi specialistici di tipo socio – psico - educativi”, attività che risulta molto utile anche nei casi di minori investiti dall’autorità giudiziaria.

Lo “spazio neutro per l’attuazione di incontri mediati atti a definire le problematicità esistenti e a interventi specialistici di tipo socio – psico - educativi” sarà strutturato in aree adeguate elle varie funzioni di intervento con i minori, con gli adulti e in compresenza con tutta la “ famiglia di riferimento “.

 

Anno 2015

CENTRO PER LA FAMIGLIA - SPAZIO NEUTRO”

  • SOSTEGNO SOCIO – EDUCATIVO RIVOLTO A MINORI APPARTENENTI A FAMIGLIE MULTIPROBLEMATICHE
  • FORMAZIONE FAMIGLIE PER AFFIDO E SPORTELLO INFORMATIVO

Nell'annualità 2015, oltre alla prosecuzione delle attività previste dal progetto attivo per l'annualità precedente, si promuove un'azione di informazione, attraverso l'attivazione di uno sportello informativo, e di formazione, rivolta alle famiglie disposte all'affido familiare.

 

L’affido familiare è un intervento di sostegno che consente al bambino di essere accolto in un’altra famiglia quando la sua famiglia di origine o i parenti si trovano temporaneamente in una situazione di difficoltà nel prendersi cura di lui.

 

Lo “Sportello informativo sull'affido familiare” e la formazione delle famiglie affidatarie rappresenta un importante spazio di informazione e orientamento per tutte le famiglie del territorio interessate all'affido di minori dove è possibile incontrare professionisti con formazione specifica ed esperienza che forniscono le prime informazioni sull'argomento, preparano le famiglie all’affidamento attraverso incontri formativi e supportano gli affidatari durante il periodo in cui ospitano minori.

 

Il progetto si pone le seguenti finalità:

  1. informazione e sensibilizzazione dei cittadini alle problematiche dell’affido (attraverso adeguate campagne informative e valutazione dei risultati da analizzare in seminari sul territorio);

  2. orientamento e sostegno per le persone disponibili all’affidamento;

  3. formazione e supporto verso i singoli e le coppie impegnate nel ruolo di affidatari, con un intervento centrato sulle problematiche psicologiche generate dal rapporto con un bambino verso cui si assume una funzione genitoriali a termine, dal momento che l’obiettivo finale è il reinserimento del minore nella sua famiglia d’origine.

Le azioni previste, in funzione agli obiettivi indicati, mirano a:

  • portare a conoscenza dei contenuti della Legge sull’affidamento,

  • fornire gli elementi di valutazione per la selezione dei soggetti che si dichiarano disposti ad accettare un minore in affidamento,

  • dare agli stessi soggetti un quadro del ruolo dell’affidatario (in termini di funzioni educativa e di dinamiche psicologiche) e gli strumenti necessari per sviluppare correttamente la loro funzione di affidatario, per accogliere il minore ed entrare in contatto con i suoi bisogni più profondi,

  • pianificare progettualmente ed operativamente la deistuzionalizzazione a vari livelli,

  • facilitare il rientro del minore nel nucleo di origine,

  • ridurre gli interventi che separano i minori dalle loro famiglie sostenendo le relazioni in un sistema di auto mutuo aiuto tra nuclei familiari,

  • facilitare il diritto dei minori ad essere educati nell’ambito della famiglia,

  • ridurre i casi di istituzionalizzazione e allontanamento dal territorio di origine,

  • favorire una migliore integrazione fra famiglie e servizi sociali,

  • sostenere anche sotto il profili formativo ed economico le famiglie disponibili e sensibili all’accoglienza.


Anno 2016

IMPLEMENTAZIONE CENTRO PER LA FAMIGLIA – PARENT TRAINING E ACCOGLIENZA

 

Nell'annualità 2016 l'elemento innovvativo del Progetto è l'intoduzione del Parent Training, trattamento basato sulla modificazione del comportamento dei genitori che si fonda sulla teoria dell’apprendimento sociale.

Il Parent Training nasce con l’obiettivo di potenziare e valorizzare le risorse individuali e genitoriali di cui ciascuno è portatore e che, a volte, fatica a riconoscere e/o esprimere, ma anche per favorire nei partecipanti l’acquisizione di specifiche competenze educative e delle annesse capacità di autovalutazione e automonitoraggio. E’ infatti importante non solo conoscere e padroneggiare delle strategie, ma anche essere consapevoli della loro funzione e dei loro potenziali effetti.

Sostanzialmente quindi il Parent Training è un’ attività di formazione individuale o di gruppo diretta da conduttori esperti e rivolta ai genitori di bambini con particolari difficoltà, al fine di sviluppare maggiore consapevolezza e competenza nella risoluzione di problematiche inerenti la gestione e l’educazione dei figli. Generalmente i gruppi sono costituiti da genitori di figli aventi la stessa patologia (handicap, deficit specifici di apprendimento, ecc.) o comportamento problematico e perseguono l’obiettivo di far acquisire ai partecipanti informazioni corrette in merito al disturbo ed alle modalità funzionali di fronteggiamento delle situazioni problematiche. Allo stesso tempo il gruppo rappresenta un momento di confronto e condivisione delle problematiche comuni. Un programma di Parent Training prevede molteplici incontri e coinvolge entrambi i genitori.

Ai genitori viene insegnato a dare chiare istruzioni, a rinforzare positivamente i comportamenti accettabili, ad ignorare alcuni comportamenti problematici e ad utilizzare in modo efficace le punizioni.

Gli obiettivi del Parent Trainig sono:

  • insegnare ai genitori il modello dell'emozione utilizzato nella psicoterapia razionale-emotiva: guidarli ad apprendere che la causa dei loro stati d'animo negativi, di collera, ansia, depressione, risiede non tanto negli eventi che si verificano, ma nella rappresentazione mentale di tali eventi, cioè dal modo in cui essi vengono percepiti, interpretati e valutati. L'intento è quello di far sperimentare ai genitori che possono essere in grado si superare i propri problemi emotivi, evitando che essi si ripercuotano sul comportamento del bambino;

  • mostrare ai genitori come applicare il modello dell'emozione ai problemi emotivi del bambino, affinché siano in grado di aiutarlo a imparare a pensare razionalmente e dominare gli stati d'animo negativi anziché esserne sopraffatto;

  • far acquisire ai genitori le informazioni necessarie per comprendere meglio il comportamento del bambino e correggere eventuali convinzioni erronee in fatto di pratiche educative;

  • insegnare ai genitori abilità di problem solving e procedure di modificazione del comportamento per affrontare i problemi presentati dal bambino.